
Da oltre venticinque anni, Carla Botta, fondatrice di Carbot Communication, interpreta gli eventi come strumenti strategici capaci di creare connessioni autentiche, trasmettere valori e lasciare un’impronta duratura sulle persone. Per lei, ogni evento va oltre il momento spettacolare: è un’occasione per unire creatività, responsabilità e innovazione, i tre principi che hanno guidato la sua carriera nel mondo della comunicazione e del marketing aziendale.
Negli ultimi anni, il settore ha vissuto una vera e propria trasformazione. Dalle scenografie imponenti e dall’impatto visivo dei primi tempi, si è passati a esperienze più raccolte e significative, in cui relazione e condivisione diventano protagoniste. In questo contesto la sostenibilità si pone al centro del piano organizzativo al quale Carla Botta applica concretamente gli standard internazionali della ISO 20121, che forniscono criteri chiari per pianificare eventi responsabili e misurabili. Grazie alla sua certificazione di Sustainable Event Manager (SEM), infatti, Carla, guida aziende, Istituzioni e brand in percorsi che coniugano creatività, impatto positivo e consapevolezza, trasformando ogni evento in un’esperienza memorabile, significativa e sostenibile.
Carla, guardando ai suoi 25 anni di carriera, quale bilancio fa del percorso fatto finora?
“È stato un viaggio incredibile. Ho visto il passaggio dagli eventi spettacolo a momenti di relazione e valore. Questi anni mi hanno insegnato a guardare oltre il puro evento, trasformandolo in un’occasione di crescita e di impatto”.
Oggi la sostenibilità è spesso al centro del dibattito: secondo lei è una scelta duratura o una moda passeggera?
“Non è una moda. È una scelta culturale e strategica e, oggi, coinvolge pienamente gli eventi. Un evento sostenibile non perde fascino, anzi: guadagna coerenza, attenzione e significato”.
In pratica, come cambia l’organizzazione di un evento quando l’obiettivo è la sostenibilità?
“Ogni fase è diversa. Nel prima, si selezionano fornitori responsabili, materiali eco-friendly, energie rinnovabili e si riducono gli sprechi, valorizzando il territorio. Nel durante, l’evento deve essere inclusivo e trasparente. Nel dopo, si misura l’impatto e si lascia un’eredità positiva per la comunità e l’ambiente”.
Come si inserisce la figura SEM all’interno di un evento e quali sono le sue responsabilità principali?
“La ISO 20121 è la bussola: rende la sostenibilità concreta e misurabile, dando sicurezza ai clienti e guida nelle scelte. Il SEM, invece, è il regista dell’evento sostenibile: coordina persone, processi e fornitori per trasformare le intenzioni in azioni reali e coerenti”.
C’è un aspetto della sostenibilità negli eventi a cui è particolarmente legata?
“Per me, inclusione e trasparenza sono fondamentali. Un evento non è sostenibile se non è accessibile a tutti. E la sostenibilità va raccontata in modo autentico: non è perfetta, ma deve essere chiara e migliorabile di volta in volta”.
Immaginando il futuro degli eventi, come pensa si evolveranno in termini di sostenibilità e impatto sulle persone?
“Saranno più leggeri per l’ambiente e più ricchi per le persone: meno effetti speciali, più contenuti e creatività. Un impatto non solo sostenibile, ma anche consapevole, dove l’esperienza umana e l’attenzione all’ambiente camminano insieme”.
